I vegetali a foglia verde rendono il cervello 11 anni più giovane

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Una dieta ricca di vegetali a foglia verde potrebbe rallentare il declino cognitivo secondo uno studio condotto dai ricercatori del Rush University Medical Center e presentato il 30 Marzo al meeting di Experimental Biology a Boston.

I ricercatori hanno scoperto che la maggior parte dei benefici protettivi dei vegetali derivano dalla vitamina K, che il corpo sintetizza da un precursore che si trova in grandi quantità proprio nei vegetali a foglia verde.

C’è un grande interesse per le abitudini e lo stile di vita che possono ridurre i rischi di perdita di memoria e gli altri problemi legati al declino cognitivo tipici dell’avanzare dell’età” ha detto Martha Clare Morris, leader della ricerca.

Il nostro studio fornisce evidenze che mangiare vegetali a foglia verde e altri alimenti ricchi di vitamina K, luteina e beta carotene possa aiutare il cervello a mantenersi in salute e a preservare le sue funzioni”.

Lo studio, del National Institutes of Health, è stato condotto su 954 adulti anziani (dell’età media di 81 anni) che partecipavano al Memory and Aging Project, un’indagine sulle variabili che possono influenzare la salute del cervello nel tempo.

All’inizio dello studio, i partecipanti hanno compilato un questionario molto dettagliato sulla propria alimentazione, che i ricercatori hanno usato per calcolare l’apporto dei vari nutrienti.

I partecipanti sono stati seguiti per un periodo che andava da 2 a 10 anni (con una media di 5), e sono stati sottoposti a una valutazione cognitiva completa ogni anno.

Dopo aver registrato anche i fattori che potevano “disturbare” i risultati come età, sesso, fumo, educazione, attività fisica e marcatori genetici dell’Alzheimer, i ricercatori hanno scoperto che il consumo di una buona quantità di vegetali a foglia verde era associato a una significativa riduzione del declino cognitivo.

L’effetto era così forte che i partecipanti che mangiavano una o due portate di vegetali al giorno erano cerebralmente più giovani di 11 anni rispetto ai partecipanti che non mangiavano vegetali.

I ricercatori, quindi, hanno cercato una connessione tra età cognitiva e consumo dei diversi nutrienti e hanno scoperto che un consumo maggiore di Vitamina K, beta-carotene, folati e luteina era associato a un minor declino cognitivo.

Anche i frutti e le verdure dai colori brillanti sono una buona fonte di questi nutrienti.

Cosa dice chi ha provato questa alimentazione? Lo puoi vedere qui’.

Sebbene studi precedenti abbiano collegato folati e beta-carotene a minori rischi di declino cognitivo, il nuovo studio è stato il primo a mettere in evidenza una connessione con la vitamina K.

La perdita della memoria e delle abilità cognitive è una delle più grandi paure delle persone quando invecchiano”, dice Morris. “Dal momento che la perdita delle attività cognitive è cruciale nell’Alzheimer e nella demenza, aumentare il consumo di vegetali a foglia verde potrebbe offrire un modo semplice e non invasivo per proteggere il cervello da queste due piaghe dell’avanzare dell’età

Il declino cognitivo non è inevitabile

Lo studio si va ad aggiungere alla crescente evidenza che il declino cognitivo non sia una parte naturale dell’invecchiamento, ma piuttosto qualcosa che si può prevenire con uno stile di vita sano.

Un altro studio del Rush University Medical Center, pubblicato sul journal Neurology nel 2010, ha suggerito che la perdita di memoria legata all’avanzare dell’età non è mai normale ed è sempre il segno di qualcosa che non va nel cervello, o di una malattia.

In questo studio, i ricercatori hanno seguito 350 uomini e donne per 13 anni, facendo compilare loro un test di memoria annuale.

Alla morte, il cervello dei partecipanti è stato esaminato per valutare se ci fossero segni di ictus, o delle due forme di demenza (Alzheimer e LBD o Demenza a corpi di Lewy).

Non sono stati trovati segni di danni nei partecipanti che erano morti senza avere perdita di memoria.

Un altro studio condotto dai ricercatori della University of California-San Diego, Stanford University e pubblicato nell’American Journal of Psychiatry nel 2012, ha evidenziato che le abilità cognitive possono davvero migliorare fino al termine della vita.

Fonti:
http://www.newswise.com
http://www.naturalnews.com/049454_cognitive_decline_dementia_leafy_vegetables.html

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