Imu: ecco i rischi per chi non paga

Scadenza Imu del 17 dicembre 2012, nel caso in cui i contribuenti avessero omesso tale termine dovranno versare le sanzioni e interessi dovuti insieme all’imposta dovuta.
Molte difficoltà sono state riscontrate per il calcolo delle giuste imposte dovute, và spiegato pero’ che non saranno applicate sanzioni e interessi per errori commessi per la prima rata.

Infatti chi ha pagato meno al termine della prima rata del 18 giugno 2012 sarà introdotto un conguaglio al termine della seconda rata senza l’applicazioni delle sanzioni. Gli errori commessi invece al saldo Imu con scadenza al 17 dicembre 2012 per l’intero anno non sono perciò ammessi.

Con le delibere dell’ultima ora i Comuni hanno apportato in modo confusionario molte variazioni alle aliquote applicate per il calcolo dell’Imu.
Quindi se vi sono errori nel calcolo i cittadini rischiano di subire sanzioni, se non risolte dal contribuente stesso sanando spontaneamente.

Anche nel caso in cui il Comune abbia ridotto le aliquote o concesso delle agevolazioni, e il cittadino abbia pagato piu’ del dovuto, ha diritto il rimborso che pero’ il Comune ha difficoltà ad effettuare, perchè la somma in eccedenza non è compensabile nell’F24 in quanto i codici per i versamenti si possono usare solo per gli importi a debito, nella sezione Imu e altri tributi locali del modello F24.

Prima che abbia inizio l’accertamento del Comune sarà possibile avvalersi del cosiddetto “ravvedimento operoso”. Ecco quindi che succede chi non ha pagato e non ha potuto pagare per vari motivi alla scadenza di dicembre, chi effettua il pagamento entro:

  • 14 giorni dalla scadenza si applica una sanzione dello 0,2% al giorno dell’imposta dovuta
  • dal 15° giorno al 30° giorno dalla scadenza si applica una sanzione del 3%
  • dal 31° giorno fino ad un anno la sanzione è applicata al 3,75%

Se si supera un anno di ritardo (fino a tre anni) si applica invece un 5% e il rischio di accertamento da parte delle Agenzie delle Entrate diventa molto probabile.

Inoltre si applicheranno gli interessi di mora in misura stabilita da ogni Comune che non puo’ superare i tre punti percentuali di differenza rispetto al tasso di interesse legale, per ora fissato nel 2,5% annuo, e un limite massimo di 5,5% annuale.

Oltre un anno dalla scadenza del 17 dicembre non sarà piu’ possibile usufruire del ravvedimento operoso e una volta partito l’accertamento dal Comune, scatterà una sanzione molto cara , il 30% dell’imposta dovuta.

Attenzione! Se dopo l’accertamento dal Comune il contribuente non paga l’imposta dovuta con le relative sanzioni e interessi entro una data stabilita, passerà la pratica ad Equitalia che dopo scaduti i termini per il pagamento provvederà secondo la legge alla riscossione coattiva (fermo amministrativo dell’auto, pignoramento quota di stipendio o di oggetti di valore, iscrizione di ipoteca sulla casa), per poi passare al pignoramento dell’immobile mettendolo all’asta da parte del giudice.

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